PercFest Memorial Naco
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In memoria di Giuseppe Naco Bonaccorso

PERCFEST 2001
Laigueglia (SV) 21 - 24 giugno

di Pippo Panenero
Parzialmente pubblicato da SM-Strumenti musicali, settembre 2001

Ci sono luoghi della musica, qui in Italia, ancora sconosciuti ai più. Ci sono grandi musicisti, qui in Italia, ancora sconosciuti ai più. Ci sono città, paesi, angoli incantevoli, qui in Italia, ancora sconosciuti ai più. Un ottimo sistema per colmare queste lacune, o almeno qualcuna di queste, consiste nel recarsi alla fine di Giugno in quello splendido angolo di Liguria che risponde al nome di Laigueglia.

La gente di Laigueglia Concertoni... Avarta, Alan Farrington, Alessandra Belloni, Biba Band, Giovanni Hidalgo, Marcia Maria, Teresa De Sio, Tullio De Piscopo e mille seminari.
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I luoghi e la ragione
La Liguria, credo che ormai lo sappiano tutti, non è soltanto la spiaggia per la famigliola di turno, il ristorantino dove mangiare trofie o linguine al pesto, annaffiate di Vermentino o di Pigato, lo struscio serale sul lungomare, la nottata nella discoteca di turno. Liguria significa anche tradizione, qualità, determinazione, desiderio di essere diversi, migliori. Ed ecco che, in questa tradizione, si inserisce uno degli eventi musicali più interessanti dell'anno: il Festival Jazz di Laigueglia.

Se vuoi conoscere i retroscena di una vita da Fave che si avventurano impaurite e disorientate nei meandri del budello e del PercFest corri all'indirizzo www.marok.org/Elio/indlai.htm, troverai il reportage di Marok

La magia dei carrugi, delle piazzette e degli angoli nascosti, di questo stupendo borgo ligure, vengono come dipinti, ammantati di nuovi colori, che ne trasformano la consuetudine. Musicisti ed appassionati sciamando per ogni dove, riempiono di nuovi idiomi, di risate e di allegria questo ammaliante angolo di Liguria. Al tedesco dei vacanzieri d'oltralpe si mischiano il morbido portoghese dei musicisti brasiliani, il sonoro spagnolo dei centro-americani, il napoletano, il siciliano, il veneto, l'indiano, l'inglese, il milanese, l'emiliano, in una babele allegra e musicale. Il Festival è stato inaugurato nel 1996 e, dopo la tragica scomparsa di Naco (Giuseppe Bonaccorso), avvenuta proprio dopo la sua esibizione in quella prima edizione, si è arricchito della presenza di innumerevoli batteristi e percussionisti suoi amici ed estimatori. Questa partecipazione ha trasformato, dato una svolta importante, a quello che poteva essere solo una copia in sedicesimo di eventi jazzistici europei allora ben più importanti e conosciuti. Il Festival Jazz di Laigueglia è un'occasione unica ed imperdibile. Un momento di coagulazione e di confronto per musicisti di ogni estrazione geografica e musicale, una splendida vetrina, un'occasione unica, per ascoltare artisti e musicisti in un contesto originale, di altissima qualità umana e musicale.

Concerti, seminari, backstage. Tutte le immagini del festival.
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I protagonisti
Dare un resoconto preciso e puntuale di tutto ciò che è avvenuto, e avviene, durante questi quattro giorni di musica, seminari ed incontri, è quasi impossibile. Vuoi per la ricchezza del programma, vuoi per l'incapacità di chi scrive di essere sempre presente, laddove un evento si stia svolgendo. Ma, avendo cercato di fare il mio meglio, eccovi le mie impressioni e le sensazioni che ne ho riportato, anche se mediate dalla tastiera di un computer. Cercherò di informarvi su tutto ciò che è successo, ma ancora di più su quell'unica e magica atmosfera che ha connotato questi pochi (...troppo pochi!) giorni di musica e sulle splendide persone che hanno fatto e fanno di questo festival un'esperienza indimenticabile.

Massimo Carrano Massimo Carrano (a destra) durante un drum circle

La manifestazione si è aperta con il Drum Circle di Massimo Carrano, e subito si è compresa l'importanza e la rilevanza di una presenza che ci ha accompagnati durante lo svolgersi di tutto il festival, quella dei bambini. La completa gratuità dei concerti, di stage e di seminari, ha fatto sì che i bambini si potessero accomodare e seguire la maggior parte degli avvenimenti. E forse val la pena di ricordare che loro, i bambini appunto, saranno i musicisti e gli ascoltatori di domani e che, quindi, una sana full-immersion nella musica di qualità, lontani dalle solite ed omogeneizzate produzioni televisive, può solo far loro del bene. Un bravo a Massimo Carrano che, oltre ad incantarli, con i suoi djembè e le sue innumerevoli percussioni, li ha fatti divertire, trasformandoli in musicisti ed in protagonisti, applauditi ed acclamati dal pubblico accorso. Massimo è uno dei più alti esponenti dell'arte percussionistica italiana. Innumerevoli le sue collaborazioni live ed in studio. Lo abbiamo potuto ammirare, durante lo svolgersi della manifestazione, in duetto con Gilson Silveira, con Teresa De Sio, con la Allan Farrington Soul Band e, in un brano, con la Biba Band.

Alessandra Belloni Alessandra Belloni

Alessandra Belloni, vivente esempio di quanto sia importante il lavoro di recupero e rivitalizzazione della musica popolare italiana, è arrivata dagli States insignita di numerosi premi e riconoscimenti. Profondo ed interessante il suo incessante studio della tradizione percussionistica italiana. Durante la sua esibizione ha deliziato i presenti con la sua splendida voce e con la sua incredibile abilità di percussionista. La bravissima autrice, interprete della migliore tradizione partenopea (e non solo), ha presentato la sua ultima opera: "Tarantata: Dance of the Ancient Spider". La tarantella, nel suo significato ancestrale di danza delle "tarantolate", raramente ha avuto interprete così poeticamente coinvolta ed immedesimata nella parte. Splendida esibizione! Un bravo anche a Gilson Silveira, da lei invitato sul palco, che ha contribuito con il suo pandeiro e la sua nota maestria a creare splendide gemme sonore. Splendida la sua clinic che ha attirato ed ammaliato un gran numero di musicisti e di aspiranti tali.

Gilson Silveira Gilson Silveira

Marco Fadda ha catturato l'attenzione con il suo ottimo ensamble Avarta, splendido esempio di world music "all'italiana". Il noto e bravissimo percussionista ligure, reduce tra l'altro dalla registrazione dell'ultimo disco di Billy Cobham, con Randy Brecker ed Eddie Gomez, ha incantato il pubblico con le sue interpretazioni. Notevole l'apporto dato al gruppo da Alessandro Sacco agli archi e da Paolo Traverso che, oltre alla sua indiscutibile abilità di musicista, ha realizzato sia la viola a 5 corde di Alessandro sia il suo mando-liuto elettrico a 30 corde. Bravi il bassista Pino Parello ed Edmondo Romano al sax soprano ed alla musette. Una menzione particolare per gli ospiti del gruppo: Claudio Fossati, che si stà dimostrando una realtà sempre più consolidata, nel panorama musicale italiano; Mario Arcari che con i suoni del suo oboe, e del suo neiy indiano, ha donato al combo una marcia in più, ed il virtuoso percussionista indiano Arup Kanti Das alle tabla. Arup, già collaboratore di Ornella Vanoni e di Antonella Ruggero, tra gli altri, è valente componente dei Third Planet, una delle migliori formazioni trans-nazionali che fanno della contaminazioni tra musica techno ed etnica il loro vessillo.

Ares Tavolazzi Ares Tavolazzi

La Alan Farrington Soul Band, oltre a confermare la nota bravura del simpatico cantante statunitense, ha dato l'occasione di ascoltare ancora una volta quello splendido sodalizio ritmico che risponde al nome di Ellade Bandini ed Ares Tavolazzi. Lo spumeggiante R'n'B della band ha dato, ancora una volta, l'opportunità di valutare quanto importante sia l'affiatamento di questi due grandi musicisti italiani, artefici come pochi altri della storia della musica italiana negli ultimi trent'anni. Vale la pena di ricordare che i due si frequentano e suonano insieme circa dal 1961, niente male eh?

Christian Meyer e Faso Christian Meyer e Faso (Elio e le storie tese) durante una pausa

La Biba Band, famosa per annoverare tra i suoi musicisti Elio, Faso e Christian Meyer, di Elio e le Storie Tese, Francesca Tourè, ai più conosciuta per la sua splendida interpretazione di "Se telefonando", Paola Folli, magnifica voce femminile dei dischi degli Articolo 31, Barbara Boffelli, grande voce in bilico tra blues e soul, il grande Scaletta della Biba Band - clicca per ingrandireMax Furian alla batteria ed il bravissimo Paolo Costa al basso e contrabbasso, ha donato una carrellata di alcuni tra i più bei brani dei celebri Weather Report, eseguendo composizioni di Wayne Shorter, Joe Zawinul e Jaco Pastorius. Bravi e degni di nota tutti i componenti della Biba, con una menzione particolare per la sezione ritmica. Max e Christian, Faso e Paolo Costa creano una miriade di incastri ritmici ed armonici. Suddividono le parti tra di loro, si scambiano i ruoli, agiscono creando un tessuto ritmico che non ha eguali tra le realtà musicali italiane. è come avere sul palco un Dj che, di attimo in attimo cambia la formazione attiva e così facendo cambia atmosfera, feeling, messaggio musicale. Una bellissima realtà che lascia trasparire quella grande energia e musicalità, quella gioia di suonare, che era patrimonio del bravissimo Naco. (nella foto: scaletta del concerto della Biba - Thanx to MaRoK)

Da segnalare la prima partecipazione al Festival di Agostino Marangolo, che mi confida: "Erano anni che Ellade (n.d.A.: Bandini) mi invitava a venire a Laigueglia - dice Agostino - ma mi ero fatto l'idea di qualcosa di piccolo, di molto meno importante di quello che invece ho trovato qui. Per fortuna Lorenza (n.d.A.: Sianesi) al Disma Show di quest'anno, a Rimini, è riuscita a convincermi a partecipare. Mi sono trovato di fronte ad un evento coinvolgente, importante, vuoi per i musicisti coinvolti, vuoi per il magnifico pubblico intervenuto. Devo dire di essere rimasto stupito, colpito, dal calore con cui sono stato accolto e dall'interesse con cui i musicisti ed i batteristi, hanno seguito il mio seminario." Da parte mia, da cronista e da batterista, devo dire che gli stupiti siamo stati noi! Durante il suo seminario, di fronte alla sua grande abilità, alla sua semplicità, nello spiegare e nel trasmettere nozioni importanti, davanti alla sua immediatezza e schiettezza, siamo rimasti veramente esterrefatti.
Coinvolgente, come sempre, il bravo e simpatico Tullio De Piscopo. Il suo modo di fare, così diretto e sincero lo ha fatto conoscere ed apprezzare, da sempre, da migliaia e migliaia di persone. La sensazione del bene, dell'affetto, che tutte queste persone gli tributano, è evidente ogni volta che appare in pubblico, e qui a Laigueglia non è stato certo differente. Poco gli è servito per coinvolgere i due protagonisti del PercFest, che si sono trovati coinvolti, volenti o nolenti, in una splendida kermesse musicale. Penso che miglior regalo non si potesse far loro. "Mi è sempre piaciuto dare il La ai musicisti più giovani. Ho trovato giusto che Ruggero Rotolo e Gaetano Fasano salissero sul palco insieme a me, per l'omaggio a quel giovane talento in cui io credevo molto, Naco" mi dice Tullio, e poi continua "Ho visto questa manifestazione nascere e poi crescere sempre di più, aumentare il suo spessore artistico e divenire un ottimo motivo di incontro e di scambio culturale. Speriamo che gli Enti preposti si accorgano di quello che stà avvenendo a Laigueglia e ci diano tutto l'aiuto che questa splendida manifestazione merita."

Giovanni Hidalgo Giovanni Hidalgo

Giovanni Hidalgo, nominato dalla rivista americana Modern Drummer "miglior percussionista del mondo" ci ha intrattenuti, per circa due ore, con uno stage che era la quintessenza della pura potenza percussiva ed espressiva. Una furia, una forza della natura, con uno splendido e disarmante sorriso sulle labbra, ed una tecnica musicale che ha fatto impallidire più di uno dei professionisti presenti. Mi mancano le basi per giudicare se Hidalgo sia effettivamente il migliore del mondo ma, di sicuro, certi colpi doppi e tripli, sua specialità, eseguiti a mani nude sulle conga e sui bonghi, hanno steso e lasciato a bocca aperta ben più di un batterista presente. Durante la serata, Hidalgo si è esibito sul palco principale della manifestazione, coadiuvato da Marco Fadda e da Giorgio Palombino. Già questa esibizione, da sola, valeva il viaggio fino a Laigueglia. Un "bravo" ai due percussionisti italiani che, malgrado la fama e la caratura del loro ospite, non hanno sfigurato affatto accanto al "mostro sacro"!

Marcia Maria Marcia Maria

Bellissima l'esibizione della grande Marcia Maria. La cantante di Bahia, grazie ad un ensemble veramente superlativo ha donato momenti di splendida musica brasiliana con il suo "brasilian jazz". E ancora molta cultura latino-americana si è ritrovata nell'esecuzione della Great Naco Orchestra. Splendidi i brani composti da Naco ed altrettanto splendido l'intervento di una ospite del calibro di Teresa De Sio. Sempre attenta alla qualità, prima che alla quantità, la De Sio, ha offerto al pubblico di Laigueglia una interpretazione indimenticabile. Bravissimi i molteplici musicisti coinvolti nell'orchestra. Da citare, tra i tanti, Michael Rosen, Ernesttico, Mario Riggio, Tullio De Piscopo, Marco Volpe, Dado Moroni, Antonio Gentile, Gilson Silveira, Ellade Bandini, Alessio Menconi e Riccardo Fioravanti.

Teresa De Sio Teresa de Sio

Spettacolare l'intervento di Massimo Manzi. Il "gigante dei batteristi" ha stupito il pubblico, oltre che con la sua nota bravura, con il set di batteria più grande del mondo; e in fondo, chi altri se non lui poteva sedersi dietro tale "enormità"?

The Great NACO Orchestra formato sudamerica con Gilson Silveira, Ivan Brido's Naples e Tony Menenes alle percussioni. CLICCA QUI PER VEDERE CHI HA SUONATO CON LA NACO ORCHESTRA NEL 2001



Jam-session e seminari
Durante i quattro giorni del Festival, in alcuni locali dello splendido borgo ligure, si sono svolte clinics ed infiammate jam-session che sono, spesso, durate fino alle prime luci dell'alba. Maurizio Boco e Furio Chirico hanno tenuto dei seminari che hanno attirato una moltitudine di persone. Furio, in una brevissima intervista mi ha trasmesso la sua gioia di "appartenere" a questo evento: "Ogni anno vedo questa manifestazione ingrandirsi e migliorare. Teresa De Sio, Giovanni Hildago, Alessandra Belloni, Dado Moroni, Elio, ci stanno dimostrando l'importanza della contaminazione nella musica moderna. Una contaminazione fatta di qualità e di sensibilità artistica. Spero nel futuro di poter vedere altri grandi nomi, della musica e della canzone italiana, affacciarsi a questo palcoscenico. Qui finalmente potremmo sentire la vera anima di molti artisti. Sarebbe splendido poter avere, ad esempio, un Pino Daniele che potrebbe finalmente smettere i suoi panni di cantante commerciale, per tornare ad essere quel musicista, quel chitarrista di primo piano e di grandissima qualità, quale lui è!" "Devo anche dire" continua Furio "che l'intervento degli sponsor, questo anno, ci ha permesso di fare molto di più. E questo, secondo me, lo si è visto proprio nella ricchezza e nella grande varietà di clinics, a contorno della manifestazione. Senza l'intervento dei distributori italiani di strumenti musicali, tutto questo sarebbe stato impossibile."La sede della clinic di Ernesttico è stata cambiata perché non si sapeva più dove mettere i musicisti accorsi ad ascoltarlo. Bellissimo, utile ed altamente interessante il seminario tenuto da Mario Riggio ed Ellade Bandini sulla storia della batteria, dalle origini ai giorni nostri. "Sai - mi confida Mario - troppa gente al giorno d'oggi si concentra solo sulla tecnica. Ci sono miriadi di musicisti che ignorano tutto e tutti, della storia del loro strumento. Nel nostro piccolo stiamo cercando di ovviare alla cosa e mi fa molto piacere vedere il grande numero di persone intervenute." Alla mia domanda: "Cosa ne pensi dell'edizione di quest'anno?" mi risponde: "Secondo me è l'edizione meglio riuscita in assoluto. Sai, uno degli intenti di Naco era quello di far scoprire il magico mondo delle percussioni agli Italiani. Mi sembra che la grande affluenza di pubblico, che abbiamo avuto quest'anno, ci dica che ci stiamo muovendo nella direzione giusta. Ho sempre visto questa manifestazione come una festa, sia per i musicisti che per il pubblico intervenuto. Il vedere ed il sapere che molti di noi, anche finito il festival, continueranno a vedersi, a collaborare, a lavorare insieme, mi riempie di gioia. Il batterista è sempre stato il meno egocentrico dei musicisti, forse anche grazie alla sua consapevolezza di aver sempre bisogno degli altri per esprimersi, ed è bello vedere l'armonia e l'amicizia che è scaturita tra i vari artisti durante lo svolgersi del festival. Speriamo che i problemi economici che ci affliggono (tutte le varie manifestazioni legate al festival sono assolutamente gratuite), non ci costringano a lasciare Laigueglia!"

Les tambours masques Les tambours masqués



Il PercFest
A questo punto non resta che parlare del concorso, il PercFest Memorial Naco 2001. Inanzi tutto mi preme dire che tutti i partecipanti selezionati si sono contraddistinti per l'altissimo livello tecnico. Quello che mancava un poco, ad alcuni concorrenti, era l'originalità vuoi nei brani proposti, vuoi nell'esecuzione degli stessi. Ciò ha fatto si che Ruggero Rotolo e Gaetano Fasano, i due finalisti, spiccassero grandemente su tutti gli altri. Peccato che il concorso non prevedesse un ex equo, dato che i due musicisti si sono dimostrati entrambi abili, competenti, preparati e dotati di un grande gusto. I due hanno ricevuto in premio alcuni dei magnifici strumenti messi a disposizione, tra gli altri, da Yamaha Italia, Global Music, Pearl/FBT e Berimbau Percussion. La Giuria, presieduta da Ellade Bandini, ha avuto il suo bel da fare per determinare quale dei due giovani dovesse essere considerato il vincitore dell'edizione 2001. La scelta è caduta su Ruggero Rotolo. Simpaticissimo e talentuoso batterista di Catania, con una notevole messe di collaborazioni importanti alle sue spalle, non mancherà di far parlare di sè. Un caloroso "in bocca al lupo" a lui ed altrettanto al secondo classificato, il bravissimo partenopeo Gaetano Fasano. Se questo è il futuro del batterismo italiano, siamo in una botte di ferro! :o)

Rosario Bonaccorso premia Ruggero Rotolo e Gaetano Fasano



Concludendo
Innanzi tutto mi preme dire che, anche se il taglio dato all'evento è largamente "percussionistico", la protagonista vera del Laigueglia Jazz Festival è stata la musica, e musica di primissima qualità. L'organizzazione del festival, nelle persone di Rosario Bonaccorso (fratello di Naco), Mario Riggio, con l'ausilio della sempre efficiente Lorenza Sianesi, di Ellade Bandini, Antonio Gentile, Christian Meyer, Massimo Carrano, Marco Fadda e Silvia Del Grosso, hanno svolto un lavoro encomiabile. Risulta un po' restrittivo, il termine "Festival Jazz", dato che oltre a dell'ottimo jazz abbiamo potuto ascoltare soul, funky, latin, samba, world music, canzoni d'autore ed altro, ma se la parola "jazz" serve a far capire al pubblico che di musica di grande qualità si tratta... ben venga il termine. Gironzolando per locali, alberghi e negozi, ho constatato una diffusa approvazione per quello che si stava svolgendo, in questi giorni di inizio estate. Ovvio, i commercianti erano contenti del giro di denaro generato da tutto quello sciamare di persone, chi a caccia di qualcosa da bere, chi di qualcosa da mangiare, oppure di un posto dove dormire, o di sigarette, di cartoline e di pellicole, ma anche i volti allegri e stupefatti dei turisti, che con il festival poco avevano da spartire, facevano comprendere chiaramente che la presenza di musicisti di tale levatura, e di un programma così ricco ed articolato, può solo far bene ed arricchire l'animo di tutti i convenuti. Il Festival è finito, relegato nel passato, ma una cosa mi sono portato via con me, la certezza di aver assistito ad uno dei più belli ed importanti eventi di tutta l'estate musicale italiana. Arrivederci all'anno prossimo.

Pippo Panenero


PERCFEST 2001
Il Programma
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The Great Naco Orchestra
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IL WHO IS WHO DELL'AUTORE DI QUESTO ARTICOLO

Pippo Panenero, batterista cresciuto a pane e Frank Zappa, dopo alcune collaborazioni saltuarie con alcune riviste musicali, scrive costantemente per SM-Strumenti Musicali. Impegnato professionalmente e musicalmente con Pino Distaso ed Andrea Libretti, è ferreo sostenitore della musica italiana e dei suoi protagonisti, convinto com'è che i musicisti internazionali abbiano già, sui media mondiali, tutto lo spazio che meritano (e a volte anche di più!).



Giovanni Hidalgo durante il suo concerto a Percfest 2001



Agostino Marangolo protagonista di un applauditissimo seminario e di alcune magiche notti di Percfest 2001



Tullio De Piscopo suona i bongos in un omaggio a Naco l'ultima notte di Percfest 2001


Leggi la controrecensione by MaRoK!


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