PercFest Memorial Naco
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In memoria di Giuseppe Naco Bonaccorso
Laigueglia Jazz Festival - PercFest Memorial Naco 2002

Di Pippo Panenero - Pubblicato da
Percussioni No135 - dicembre 2002



Come ogni anno, e da alcuni anni a questa parte, l'arrivo dell'estate viene segnalato al batterista dalle trombe e dai proclami che richiamano l'attenzione sul primo grande evento in cartellone: il Jazz Festival di Laigueglia.
Nato come tanti altri festival che, più o meno famosi, si svolgono lungo tutta la nostra penisola, è diventato uno degli appuntamenti più importanti per i percussionisti ed i batteristi, grazie anche allo svolgersi, al suo interno, del PercFest Memorial Naco. Voluto dal Rosario Bonaccorso, fratello di Giuseppe Bonaccorso, noto ai più come Naco, e dalla sua famiglia, il PercFest è un concorso per percussionisti creativi. Un concorso importante, tanto che può vantarsi di aver già fatto scoprire alcuni interessanti musicisti, batteristi e non, com'è ovviamente successo anche in quest'ultima edizione.

Laigueglia è un piccolo borgo, una piccola perla spersa nel marasma vacanziero della Riviera Ligure. I suoi vicoli, i suoi androni profumano di mare, di azalee, di buon pesce fritto, di farinata, di belle ragazze che tornano dal bagno e, in mezzo a tutto questo, una piazzetta. Un palco sovrastato da palme che cercano di far schermo al mare (ed alle cabine, ombrelloni, mamme, nonni, gelati, carrozzine, e quant'altro, ovviamente ;o).

È una bella cornice questa piazzetta, Piazza Marconi si chiama. Bei palazzi solari e, su di un lato, il rifugio, quel Bar Zazà sempre pronto a spegnere la sete di noi musicisti. è sotto gli ombrelloni, che fanno ombra ai suoi tavolini, che il Jazz Festival di Laigueglia inizia finalmente a prendere forma. Mesi di lavoro organizzativo iniziano a mostrare il frutto della fatica compiuta.

Rosario Bonaccorso, Lorenza Sianesi e Mario Riggio sembrano bruciati da un fuoco divino mentre trasformano carte ed appunti in un Festival. Un vero, autentico, sincero ed appassionante Festival Jazz! In fondo è solo grazie a sognatori come questi se il termine "cultura musicale" significa ancora qualcosa. Sono rare persone che riescono a raggiungere risultati così intensi ed importanti solo grazie alla loro sincera passione. Bravi e... grazie davvero di esistere!

Un grazie anche al grande Foffo Bianchi che, assiso dietro al banco mixer della regia, ha deliziato i presenti con la giusta miscela di toni bassi ed acuti, evitando i fastidiosi fenomeni di eco e di rimbombo, così facili da innescare in queste piazzette perfettamente squadrate. Una menzione particolare al service Mezzanotte ed ai suoi bravi tecnici che, grazie alla puntuale direzione di Angelo Albani, ha fornito a velocità pazzesche una serie incredibile di "cambi scena", con i ragazzi costretti spesso a trasportare batterie, piatti, conga e percussioni varie, su e giù per il palco e da un luogo all'altro della cittadina ligure.

Quest'anno si sono contate circa 18.000 presenze solo in Piazza Marconi, 18.000 persone assiepate sotto il palcoscenico e cinquecento magliette ufficiali del Festival sono state distribuite prima ancora che il Festival fosse finito! Tanti sono dovuti partire senza averne potuto ottenere alcuna.

Malgrado il gran lavoro svolto dagli organizzatori, in concerto con il Sindaco di Laigueglia e con l'Assessorato alla Cultura, è stato un peccato notare una certa indifferenza, ed insofferenza, da parte di alcuni abitanti del posto che, forse, non si sono ancora resi conto di quanta fama, di quanta gente, e (ovviamente ;o) di quante migliaia di "palanche" il Festival porti al loro paese. Peccato! Una maggiore collaborazione, da parte di tutti, potrebbe finalmente far decollare internazionalmente il Festival Jazz di Laigueglia, come in effetti merita. Tra l'altro devo segnalare che i giornalisti e gli operatori di Sky Channel, lì attorno per realizzare un servizio generico sulla Riviera Ligure, siano rimasti talmente ammaliati dalla magia di questa manifestazione da averne ripreso tutte le fasi salienti per la loro emittente.

I luoghi degli incontri didattici e musicali, quest'anno sono stati: la veranda di Zazà, situata in una piazzetta a ridosso della Piazza Marconi, la sala di Pacan, ottimo cocktail bar rinomato per le sue ottime crepes e per le jam session jazz che vi si svolgevano ogni sera, il Mayflower Pub, ottime birre, golosi spiedini, ottima carne alla griglia e calienti jam session latine ed il Pierre Cafè, dove, grazie anche al suo maxi schermo il popolo dei batteristi e percussionisti ha potuto assistere alla finale dei mondiali di calcio. Da segnalare la presenza di due ignari turisti tedeschi sommersi dal rumorosissimo tifo dei vari brasiliani presenti in loco.

La cronaca

A Laigueglia ci si può arrivare in treno, in autobus o in macchina. Qualcuno invece, che viene dalla Svizzera, una volta giunto alla stazione di Alassio inforca il monopattino e via, spingendo verso Laigueglia. Poco male, a parte il fatto che il nostro simpatico avventuroso altri non sia che Valerio Felice, il talentuoso conduttore dei Tamburi di Bellinzona. Ha rinunciato ad un concorso elvetico per poter assistere al Festival. Grande!

Giovedì. Già dalle prime ore del pomeriggio, al Mayflower Pub, iniziano gli incontri tenuti da Ellade Bandini. Ellade li ha battezzati "Pennichella time", ma i partecipanti non sembrano affatto disposti ad addormentarsi, anzi. Un bel travaso di cultura musicale, fatto con la solita classe e maestria, da quello che è uno dei più importanti musicisti italiani. Se il Pop italiano ha avuto una qual rilevanza internazionalmente di certo molto, moltissimo, lo deve ad Ellade Bandini.

Nella sala di Pacan, contemporaneamente, inizia il seminario di percussioni brasiliane tenuto da Gilson Silveira. Nella penombra del locale ecco comparire copiosi gli strumenti del bravo e famoso musicista brasiliano. Una piccola folla di interessati prende posto all'inteno del locale, ma molti devono accontentarsi di sbirciare dalle finestre, cercando di catturare un pizzico di quella traboccante ed allegra latinità che traspare dagli occhi e dalle mani di Gilson.

Il pomeriggio continua con i worshop tenuti al Mayflower Pub, al Pacan ed al Pierre Bar. Marco Volpe, Tony Meneses (Cuba), Vera Figueiredo (Brasile), Alessandra Belloni (USA), Giorgio Palombino, Christian Meyer, Marco Fadda, Dado Sezzi, Luis Agudo, Maurizio Boco, Roberto Gualdi, Furio Chirico, Mario Riggio ed i già citati Ellade Bandini e Gilson Silveira hanno arricchito i pomeriggi di queste quattro splendide giornate, costringendo i più a correre da un luogo all'altro per non perdere alcun istante di questi importantissimi appuntamenti. Sicuramente il gran numero degli avvenimenti in programma meritebbe di essere distribuita nell'arco di un paio di giornate in più!

La sera di Giovedì, sul palco montato in Piazza Marconi, iniziano i concerti dedicati al grande pubblico. Ruggero Rotolo, vincitore ex-equo con il bravissimo Gaetano Fasano del PercFest 2001, ha l'onore di aprire "le danze". Con i suoi ottimi compagni di avventura, i Libertango, formazione ispirata al nuevo tango tanto caro ad Astor Piazzolla, stà iniziando a raccogliere il successo che largamente merita, sia per la bravura che per la sensibilità dimostrata nella scelta dei pezzi eseguiti.

Pochi istanti dopo Libertango ecco l'Agostino Marangolo Band. L'ensemble, costruito attorno ai due musicisti siciliani, Agostino ed Antonio Marangolo, getta un ponte ideale tra la cultura siciliana e mediterranea in genere ed il jazz elettrico di estrazione più anglo-sassone. I trascorsi di Agostino Marangolo in alcuni dei più importanti gruppi jazz-rock italiani, quali Napoli Centrale e New Perigeo, si distillano e sgorgano copiosi da questo progetto. L'apporto compositivo dato dal fratello Antonio, ricco di suggestioni liriche, concede ad Agostino il giusto spazio per mostrare con quanta profonda musicalità egli sappia condurre e dominare il ritmo.

Venerdì mattina tutti in spiaggia! Già, eravate al mare, direte voi. Beh, non era solo quello il motivo per andare in spiaggia. Rosario, Mario e Lorenza non si sono smentiti neanche questo anno e la loro capacità di inventare eventi ed occasioni per coagulare il popolo degli allegri convenuti ha generato "Fitness e Ritmo". Mi spiego meglio? E va bene! Tutti voi sapete che le lezioni di fitness fanno della musica l'asse portante di tutti gli esercizi, giusto? Bene, avranno pensato i "diabolici tre", e usare direttamente l'origine del ritmo, ovvero batteristi e percussionisti, per far muovere le tenere trippette dei tanti presenti in Riviera? Presto fatto! Agli indiscutibili ordini del bravissimo Simone Lunghi, ecco una scatenata folla di giovincelle e giovincelli trovarsi lungo la battigia alle ore 11.00 ed iniziare a saltellare ritmicamente allietati dal drumming di (cito quelli che mi ricordo): Ellade Bandini, Christian Meyer, Furio Chirico, Roberto Gualdi, Gilson Silveira, Vera Figueiredo, Tony Meneses... e di sicuro ne stò dimenticando alcuni. Comunque, se lo spettacolo di cotanti artisti impegnati a suonare sotto un cielo blu ed un sole inclemente non era certo disprezzabile, loro, di sicuro, sono stati largamente compensati della fatica dalla vista di tante allegre ragazzette in bikini saltellanti davanti ai loro occhi!!! Un ottimo motivo in più per esserci, a Laigueglia!

Ma procediamo con il Festival. La serata di Venerdì, dopo le solite splendide occasioni didattiche del pomeriggio, ha visto l'inizio del PercFest Memorial Naco 2002. Ottimamente preparati, i concorrenti rimasti dopo le pre-selezioni, hanno dato non poco filo da torcere ai giurati. L'impressione che se ne ricava è che il livello qualitativo di questi giovani musicisti sia sempre più elevato e, per la giuria, risulti sempre più difficile scegliere un percussionista/batterista piuttosto che un altro. Calcolando poi che i vincitori dei concorsi delle precedenti edizioni, leggi Alessio Riccio, Gaetano Fasano, Ruggero Rotolo, Marco Fadda e Dado Sezzi, solo per citarne alcuni, hanno avuto grande fortuna e risalto in ambito professionale, è presto detta l'importanza del PercFest.

Dopo l'esibizione dei primi concorrenti del Memorial Naco si è avuta la presentazione del corso tenuto da Marco Fadda e Dado Sezzi, con la collaborazione del bravo Giorgio Palombino e del Lams di Laigueglia, con un gruppo di giovanissimi percussionisti. Oltre alla simpatia suscitata tra gli spettatori, bisogna dire che il lavoro svolto in un anno di scuola ha dato ottimi risultati. Un bravo agli allievi, ma anche a chi ha saputo dar loro così tanto in così poco tempo.

Subito a seguire un commosso Rosario Bonaccorsi ha presentato Encanto, l'ultimo lavoro di Naco, rimasto inedito fino ad oggi. Encanto è oggi un cd, cristallizzazione di un momento magico, ma Encanto è stato, suppur per breve, brevissimo tempo, un gruppo, uno splendido ed ispirato trio. Proprio quelli che furono i compagni di viaggio di Naco, in questo progetto, hanno voluto presentare questo lavoro. Bebo Ferra alla chitarra ed Attilio Zanchi al basso, accompagnati con grande perizia da Gilson Silveira e Marco Fadda alle percussioni, hanno incantato il pubblico con le loro splendide canzoni. Poteva essere diversamente? Ancora grazie, Naco!

La serata è stata conclusa dalla bravissima Sheela Jordan & E.S.P. Trio. La talentuosa cantante americana si è presentata sul palco accompagnata da Roberto Cipelli al pianoforte, Attilio Zanchi al contrabbasso e Gianni Cazzola alla batteria. Il trio di musicisti ha fornito a Sheela una solida base sulla quale innalzare un monumento sonoro di rara bellezza. Una grande emozione ci ha accompagnati durante tutta la sua esibizione. Di certo questi quattro magnifici artisti hanno scavato un solco indelebile nell'animo di tutti i presenti. Jazz mainstream, ma non solo, con una sezione ritmica di classe superiore.

Sabato sera la serata è stata presentata da quell'incredibile folletto di Elio (momentaneamente senza Storie Tese). Dopo l'esibizione dei concorrenti del PercFest è stata la volta di Aires Tango. Il gruppo, guidato dal sax di Javier Girotto, ha incantato i presenti con la sua musica, sempre in bilico tra jazz e tango. Bravi tutti i musicisti coinvolti, con una particolare menzione per Michele Rabbia che, con la sua particolarissima batteria, ha dato al gruppo una marcia in più.

A seguire l'esibizione di Rosario Bonaccorso's Reunion. Con Stefano Di Battista al sax, Bebo Ferra alla chitarra, Dado Moroni al pianoforte e Gilson Silveira alle percussioni, Rosario ci ha presi per mano e accompagnati lungo le strade del mondo, del suo mondo. Per un istante ci ha prestato il suo cuore ed i suoi occhi, permettendoci di entrare, anche se solo per un attimo, in quell'intimo diario di viaggio che è la sua musica. Una musica così sospesa tra bossa e jazz, tra oriente ed occidente, tra passato e futuro. Se la musica potesse avere un profumo, quello della musica di Rosario sarebbe inebriante. Una musica così ricca dei tramonti e delle albe del mondo.

Durante il pomeriggio di Domenica, mentre nei vari locali si svolgevano clinic, seminari e lezioni di ogni genere (interessantissima quella tenuta da Mario Riggio sui batteristi del rock progressive negli anni settanta e gli interventi poetico-musicali per turisti di lingua tedesca, tenuti da Renate Bauer e Rosario Bonaccorso), per le strade di Laigueglia si sono esibiti i Mào Branca. Quindici percussionisti che, a forza di ritmo, hanno stupito curiosi e musicisti con una tecnica invidiabile, un affiatamento ed una sincronizzazione notevole. Un bravo al loro leader Jilson Banana e ad Amedeo Griffoni e Luca Mattioni, tra i tanti.

La sera di Domenica, l'ultima sera, si è avuta la premiazione del vincitore del PercFest Memorial Naco 2002. "And the winner is... Andrea Beccaro!" Il giovane batterista piemontese, in duo con Riccardo Ruggeri, ha presentato un'interessantissimo programma, chiaramente ispirato al lavoro di ricerca svolto, negli anni settanta, dall'indimenticabile Demetrio Stratos. Coadiuvato dall'eclettica voce di Ruggeri, Beccaro ha sfoderato un drumming notevole per tecnica ed originalità. Un bravo ad Andrea ed un grosso "in bocca al lupo" ad entrambi.

Finita la premiazione Barbara Casini e la Great Naco Orchestra, l'orchestra che da anni tesse la colonna sonora del Festival, hanno incantato la platea con la solita classe ed eleganza musicale. Alle percussioni, come da sempre abitudine di questo ensemble, si avvicendano i più grandi nomi del drumming e del percussionismo italiano ed internazionale. Quest'anno, tra i vari, abbiamo potuto ascoltare: Vera Figuereido, Ellade Bandini, Maxx Furian, Christian Meyer, Paolo Pellegatti, Roberto Gualdi, Marco Fadda, Dado Sezzi, Gilson Silveira, Tony Meneses e Giorgio Palombino.

Subito dopo, Gilson Silveira e Maurizio Boco (senza le sue due fide casse, questa volta), hanno avuto l'onore ed il piacere di accompagnare quella forza della natura che risponde al nome di Alessandra Belloni. Impossibile spiegare, ai quei pochi che ancora non la conoscono, l'energia e la vitalità che sprizzano da ogni poro di questa bravissima percussionista (riconosciuta come "uno dei migliori percussionisti al mondo", dalla prestigiosa rivista americana Drum Magazine). Quello che riesce a fare questa donna, con il più semplice dei tamburelli, ha dell'incredibile! In America l'adorano già. Quando, anche in Italia, il grande pubblico si accorgerà di lei?

Dopo Alessandra, qualunque batterista avrebbe sicuramente sfigurato, e allora perché non metterne quattro sul palco? Ed ecco a voi "La Drummeria"! Ovvio che stò scherzando, ma la Drummeria è proprio questo: quattro, a volte cinque, batteristi che, senza l'ausilio di alcun altro musicista fanno musica... e che musica! Ellade Bandini, Maxx Furian, Christian Meyer e Paolo Pellegatti riescono a far cantare bacchette, piatti e tamburi come pochi al mondo sono capaci di fare. Il gruppo, fortemente voluto da Lorenza Sianesi, annovera nelle sue fila anche Walter Calloni, Sergio Pescara e Pacho. Un ensamble così allargato permette al progetto di esistere, malgrado i molteplici impegni dei musicisti coinvolti.

E a questo punto, come in tutte le storie che si rispettino, siamo arrivati alla fine. E la fine del Festival Jazz di Laigueglia è una kermesse di suoni e di colori forniti da tutti i musicisti partecipanti. Mentre Marco Fadda e Dado Sezzi, grazie a due sedie sponsorizzate Pacan, hanno fornito una splendida parodia della Drummeria: "La Sedieria", i vari batteristi e percussionisti si sono presentati man man sul palco. Ognuno con in mano un tamburo od un qualsiasi altro strumento, per quell'ultimo splendido omaggio a Naco che, come ogni anno, chiude il Festival con l'augurio di potersi rivedere presto, a Laigueglia e sui palchi del mondo. Sempre uniti da quel filo di affetto e di complicità che solo l'amore per la musica, che Naco aveva così profondamente radicato nel cuore, poteva creare.

Grazie Naco, grazie Rosario, grazie Laigueglia!


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